Campo Europa

Nella prossima edizione la giornata del festival dedicata al focus sulla cinematografia di un paese straniero, sarà dedicata alla Svizzera e ospite d’onore sarà il regista Pierre Maillard con il suo lungometraggio Campo Europa girato tra il Villaggio Europa di Corniglia, Riomaggiore e La Spezia e selezionato nel 1984 al Festival di Locarno. Pubblichiamo la recensione del film di Francesco Tassara.

Un lutto, una donna indecisa della propria vita, un filosofo-scrittore cantore dell’alienazione umana, e un bambino che gioca a costruire in riva al mare, tra le rovine di un vecchio edificio, simbolici labirinti con sassi e insetti morti, metafora dell’esistenza. Sono i protagonisti di CAMPO EUROPA, austero, poetico ed ermetico film del 1984 del regista svizzero Pierre Maillard, con intensi scorci del Mar Ligure, girato tra il Villaggio Europa di Corniglia, Riomaggiore e La Spezia. Il mare è luogo misterioso, che dà e si riprende la vita, e tetri sono i resti di insediamenti umani disseminati lungo la costa, lambiti e consumati dalle onde, testimoni di morte. La Spezia è città cupa, spesso notturna, racchiusa in laconiche immagini funzionali all’economia del racconto.

Anna percorre il tratto tra Corniglia e La Spezia in Vespa; si reca da un fotografo in via Carpenino al civico 50 a sviluppare un rullino; irretisce un anziano vizioso sulle panchine di viale Mazzini ai giardini; e, insieme all’amico scrittore, rapina la farmacia in piazza Mentana, accanto al teatro civico. Telefona ripetutamente in Svizzera a un uomo che non le risponde mai. Quando si deciderà a partire per raggiungerlo, egli per coincidenza arriverà alla Spezia. Un film di solitudini, di incertezze, riflessioni e incontri mancati, di uomini che vagano senza meta né destino, e che finiscono per annullarsi abbandonandosi alle onde del mare.

La cinepresa di Maillard cattura liriche immagini della costa e del Villaggio Europa quand’era ancora lontano dai pericoli di frana e amianto, e imprime su pellicola piccoli quadri di una Spezia anni Ottanta: il golfo intravisto scendendo dalla Litoranea, l’area antistante la biglietteria della stazione centrale quando v’erano i parcheggi e le cabine telefoniche gialle, e una fugace immagine di via Prione quando vi passavano le automobili.

Silvio è interpretato da Lou Castel, attore-simbolo di tanto cinema d’impegno, da I PUGNI IN TASCA di Bellocchio a GRAZIE ZIA di Samperi, da Wim Wenders a Fassbinder, da Chabrol a Lizzani e Damiani. Nel cast di CAMPO EUROPA anche l’attore e regista teatrale spezzino Roberto Di Maio.

Di Francesco Tassara